
In questi giorni di difficoltà economiche, che coinvolgono non solo l’Italia, ma mettono in difficoltà l’intera Europa, la formazione al lavoro viene finalmente vista come una necessità imprescindibile anche dai vari esponenti politici. Proprio oggi i quotidiani riportano la dichiarazione del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali in merito al piano nazionale sulla formazione.
Le parole di Maurizio Sacconi giungono al termine dell'incontro tenutosi oggi nella sede della Regione Lazio con il governatore della Regione, Renata Polverini: "Presto convocherò, appena tutte le amministrazioni si saranno formate, il tavolo Stato-Regioni-Parti sociali per la formazione, perché ritengo fondamentale in questa stagione investire bene le risorse che ci sono per dare una formazione che dura, per dare un mestiere".
Quel che è più interessante è che sembra essere emersa la questione delle tipologie professionali più richieste e che meritano quindi un maggiore impegno formativo. Sacconi ha infatti aggiunto: "Prevediamo forme di monitoraggio dei fabbisogni professionali, mestieri che spesso sono ricercati nel mondo del lavoro ma che non vengono trovati. Poi certificazioni sperimentali di mestiere e infine una formazione sul lavoro, sul mestiere''.
Formazione costante, dunque: prima dell’accesso al mondo del lavoro, mirata sulle professionalità di cui il mercato ha realmente bisogno (anche in controtendenza rispetto ai corsi universitari che vanno “di moda”, ma che si riferiscono a settori professionalmente saturi), ma anche formazione durante il percorso lavorativo, per aggiornare e adeguarsi al continuo evolvere del mercato del lavoro.