
In questi giorni è stato pubblicato l’atteso rapporto di Unioncamere su domanda di lavoro e retribuzioni nelle imprese italiane. Ne risulta un ritratto della crisi occupazionale, ma anche il modo di uscire da essa: la specializzazione professionale. Le aziende che assumono ci sono: sembra che a mancare siano i candidati adatti.
Se la crisi economica è la malattia, la formazione professionale è la cura: 150 mila posti, solo in Italia, rischiano infatti di restare vacanti perché le imprese richiedono persone altamente specializzate. Meglio aggiungere qualche capacità in più al proprio curriculum quindi, imparando magari ad usare qualche software specifico.
Di una maggior formazione non ne giova solo il candidato-lavoratore, ma evidentemente anche l’azienda che lo assume e il Paese stesso, dato che dal rapporto Unioncamere risulta che siano proprio le aziende che investono sulla competenza delle proprie risorse umane a dare una spinta alla propria ripresa economica e a quella generale.
Tra le specializzazioni più richieste dalle imprese private, soprattutto dalle aziende del Nord Italia, vanno segnalate quelle negli ambiti della salute, dell'assistenza, della ricerca, della progettazione e di informatica e comunicazione.