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Lavorare come freelance e saper dire di no
10 nov 2010 17.30



Pochi giorni fa è uscita su Job24 un’interessante serie di interviste a professionisti di vario tipo (traduttori, art director, ecc.), accomunati dalla condizione lavorativa autonoma. Essere i capi di sé stessi può essere meno semplice del lavorare come dipendenti, ma ci sono anche innumerevoli vantaggi; l’importante è saper dire anche di no.

Molti dei nostri allievi, una volta terminati i corsi di IPS Consulting, mettono in piedi una propria attività, specialmente chi si occupa di progettazione tecnica, design, grafica e web: all’inizio però si tende a dire sempre sì al cliente, un po’ per inesperienza e un po’nel tentativo di accaparrarsi il maggior numero di lavori possibili.

Poniamo di avere già un lavoro fisso durante la settimana e di “diventare” freelance solo nei weekend: inutile accettare troppi incarichi (o con termini di consegna troppo ristretti) visto il poco tempo che già sappiamo potremo dedicare ad essi. Trovarsi a finire un progetto all’ultimo minuto è sempre causa di malessere e di inevitabile bassa qualità del lavoro stesso.

Parliamo poi dei compensi: inutile dire che devono essere adeguati all’impegno dedicato. Soprattutto nei primi lavori si tende a sottovalutare le proprie capacità, concordando cifre molto basse: bisogna invece sapersi organizzare fin da subito e avere le idee chiare sul tempo e le risorse che si spenderanno per portare a termine il lavoro. Inutile perdere tempo per lavori mal pagati!

Ricordiamoci poi che non serve stare sempre chiusi in casa a lavorare: uscire, scambiare idee con colleghi o con semplici amici, frequentare corsi di specializzazione e conferenze tematiche... Sono tutti modi per aggiornarsi, avere feedback utili e nuove ispirazioni per lavorare meglio.


 

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